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sabato 23 gennaio 2016

SPACCIO SOSTANZE STUPEFACENTI: CARABINIERI ARRESTANO ALBANESE A PRATOLA PELIGNA

PRATOLA - Un albanese di 30 anni e' stato arrestato ieri sera dai carabinieri di Popoli, guidati dal capitano Antonio Di Cristofaro, nell'ambito di un'operazione che ha riguardato il quartiere di Valle Madonna, a Pratola Peligna. I militari dell'Arma, supportati da Nox e Sissi, due esemplari di pastore tedesco del Nucleo Cinofili di Chieti, hanno messo in sicurezza e perquisito una palazzina (vecchia sede dell'ITIS) abitata da famiglie di albanesi e di napoletani. L'operazione prende spunto da un normale controllo stradale, a seguito del quale l'albanese residente a Pratola, fermato per una infrazione al codice della strada, e' stato perquisito e trovato in possesso di quasi 40 grammi di cocaina.
Da li' il passo e' stato breve e, nel giro di mezz'ora, sono scattate le perquisizioni estese anche ai fondi ed alle rimesse agricole di Pratola in uso all'albanese. Nel corso delle perquisizioni ad appartamenti e garage, immediatamente estese ad altri condomini, i carabinieri hanno rinvenuto tutto l'occorrente per preparare le dosi che sarebbero state spacciate nei prossimi giorni: alcuni bilancini di precisione, numerose bustine per il confezionamento, mannite per tagliare la cocaina, 5 panetti di hashish e 200 grammi di marijuana. Ad essere sottoposto a perquisizione e' stato anche un giovane diciottenne di origini napoletane, il quale ha cercato di nascondere la droga ma Nox e Sissi hanno impiegato solo pochi istanti per individuare il nascondiglio.

L'albanese e' stato sottoposto agli arresti domiciliari, mentre il 18enne e' stato denunciato in stato di liberta'. Sollevati e contenti i cittadini e i residenti di Valle Madonna per l'intervento dei carabinieri, in quanto il palazzo perquisito era diventato da tempo un concentrato di spacciatori e gente di malaffare. "L'azione di contrasto alla diffusione delle sostanze stupefacenti - commenta il capitano Di Cristofaro - e' una costante operativa dell'Arma dei carabinieri, trasversale e senza limiti di sorta. Se da una parte l'attivita' di repressione rappresenta un nostro dovere giuridico ben preciso, e' altrettanto vero che l'attivita' di prevenzione rappresenta un obbligo morale di tutti e, dunque, una sana e qualificata campagna di informazione, da parte dei soggetti legittimati come la scuola, le famiglie, le parrocchie, le associazioni culturali e sportive, rappresenta uno strumento complementare, indispensabile per contrastare la diffusione delle sostanze stupefacenti e difendere i nostri ragazzi".

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