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domenica 20 aprile 2014

MADONNA CHE SCAPPA, IN VENTIMILA A SULMONA PER IL RITO DI PASQUA

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SULMONA - Si è rinnovata anche quest'anno la manifestazione della Madonna che scappa in piazza, l'evento simbolo della Pasqua sulmonese. Se si dovesse far fede alla tradizione, l’edizione di quest'anno dovrebbe essere prodiga di buoni auspici, sotto uno splendido cielo azzurro e un sole che ha riscaldato la mattina di Pasqua.Gremita in ogni angolo piazza Garibaldi. Balconi, tetti, terrazze, scalinate. In ventimila, turisti e sulmonesi, credenti e non, hanno assistito all'emozionante rito curato dalla confraternita di Santa Maria di Loreto, carico di pathos, di buoni auspici, preghiere e lacrime gioiose. "A Pasqua la vita ha vinto è rinata la speranza e nessuno può toglierci piu' la speranza che è Cristo".
"Il Cristo risorto ci trascina con se verso l'alto, come un fiume di luce, a donarci la gioia della sua resurrezione.La Vergine Maria ci aiuti a fissare lo sguardo su di lui.Ci Apra alla sua novità che trasforma, alle sorprese di Dio tanto belle.Ci renda capace di sentirlo come il vivente vivo e operante
in mezzo a noi.Ci insegni ogni giorno a non cercare tra i morti colui che è vivo, ma a proclamare con la lode e le opere della vita l'alleluia pasquale che Cristo è risorto ed è vivo, è lui la nostra Pasqua".Lo ha ricordato il vescovo Angelo Spina nella sua omelia recitata durante la Santa messa cominciata alle 10,30 in piazza Maggiore, quest'anno sotto l'acquedotto  medievale. E’ stato questo la “Madonna che scappa in piazza” a Sulmona, forse la sacra rappresentazione della resurrezione più celebre delle rievocazioni religiose di Pasqua che si svolgono in Italia. Il coinvolgimento in un rito  collettivo che ogni anno, da secoli, si ripete inalterato, comunica il pathos di sempre. Ogni anno come fosse il primo. È mezzogiorno in punto quando il portone della chiesa si apre. Con passo cadenzato il corteo arriva fino a metà piazza tra due ali di folla in trepidante attesa. All'altezza del Fontanone,
l'inizio della corsa per abbracciare idealmente il cristo Risorto.Il mantello nero cade insieme al fazzoletto per lasciare posto all'abito verde e alla rosa rossa che spunta nella mano di Maria. Poi, tra le lacrime e l'abbraccio dei confratelli nei pressi dell'acquedotto sotto lo sguardo commosso di tanti fedeli e cittadini legati al culto da sempre. Perché ognuno lo sente nel proprio cuore. Tutto è andato bene.La guida Francesco De Santis, la quadriglia composta da Davide Cistersiense, Guido Cistersiense, Ricottilli Emidio e Giovannucci Domenico, hanno condotto la statua della Madonna fino al Cristo Risorto in modo impeccabile.Soddisfatti tutti i confratelli di Santa Maria di Loreto e in modo particolare il commissario della confraternità Pietro Ciccarelli, alla sua seconda esperienza.Alla manifestazione erano presenti il Sindaco di Sulmona Peppino Ranalli, il presidente del Consiglio Comunale Franco Casciani, la Senatrice Paola Pelino e le autorità militari.La processione ha sfilato poi per le vie del centro storico pieno di gente come accade solo in pochi momenti dell'anno. E' il momento dei ringraziamenti, dei saluti, degli auguri di Buona Pasqua.(Foto servizio Prosperini, D'Aloisio)















Una colomba al termine del volo dal mantello della Madonna, si è posata sulla spalla di Emidio D'angelo  rimanendovi per più di mezz'ora, attirando la curiosità e la meraviglia di quanti erano nelle vicinanze.

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