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lunedì 6 gennaio 2014

52^ EDIZIONE SAGRA DELLA POLENTA A PETTORANO


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PETTORANO - Consueta grande affluenza alla 52^Sagra della Polenta Rognosa a Pettorano sul Gizio nonostante la pioggia che ieri ha caratterizzato la mattinata.Sono state stimate a circa in 3000 le presenze stimate da parte degli organizzatori.Non sono bastati freddo e rigide temperature a fermare i molti turisti, provenienti anche da fuori regione,  tante famiglie con bambini e gruppi di cittadini del circondario, che, sotto la pioggia con gli ombrelli, hanno affrontando anche lunghe file pur di degustare il piatto principe della cucina pettoranese la polenta "rognosa".
Nelle due tensostrutture di proprietà del comune di Pettorano, allestite in piazza per circa 300 metri quadri disponibili, i numerosi turisti hanno dovuto aspettare il proprio turno per poter degustare il prelibato piatto arricchito anche da
salsicce, fagioli e buon vino.La preparazione della polenta richiede tempo e notevole lavoro fisico e una tecnica particolare, l'impasto non si deve far attaccare alle pareti del caldaio, deve raggiungere un grado di consistenza che permette prima di essere rovesciato sul tavolo e poi tagliato a fette con un filo.Cori, canti folkloristici, musica, balli che nel primo pomeriggio hanno coinvolto il numeroso pubblico.E' stata un occasione  anche per i turisti per ammirare il castello Cantelmo e godersi il paesaggio con le montagne.Soddisfatto per l'esito della manifestazione il presidente della Pro loco locale Augusto De Panfilis."Grazie alle strutture coperte che montiamo in piazza da qualche anno siamo riusciti anche questa volta a tamponare la situazione che intorno alle dieci di questa mattina era davvero drammatica per la pioggia e il vento"ha ricordato De Panfilis."La gente ci è venuta a trovare malgrado le condizioni atmosferiche ostili e non abbiamo fatto del tutto per accoglierla nel miglior dei modi"ha aggiunto.De Panfilis ha sottolineato gli importanti passi compiuti dal punto di vista della valorizzazione dell’immagine del paese."Diverse persone sono venute nel nostro ufficio per chiedere informazioni e come fare per soggiornare. Rivolgiamo pertanto un appello affinchè possa essere migliorata l’accoglienza turistica. A beneficiarne sarà l’intera Valle Peligna".Nel pomeriggio le condizioni del tempo sono migliorate e anche le presenze sono aumentate a dimostrazione che questo evento è entrato a far parte ormai della tradizione abruzzese e non solo.







Un tempo da lupi: freddo, vento e tanta pioggia stamattina alla sagra
della polenta rognosa di "Pettorano sul Gizio "
.

 Eppure a mettersi in fila, prima per i biglietti alla cassa, poi per la polenta poi
ancora per i mugnoli, tra volontari infreddoliti ma sempre sorridenti,
oltre a dover lottare per un posto sotto la tensostruttura allestita nella
piazza principale del paese, c'erano tantissime persone, locali e
turisti. Perché è così: il prodotto tipico tira, piace, convince. Si
socializza, si sta insieme, una risata e un bicchiere di vino nonostante
la fatica di conquistarsi un piatto di polenta, di accaparrarsi una panca
per tutta la comitiva, bambini compresi. Esce un raggio di sole, un giro
per bancarelle, per il bellissimo paese, e poi a casa a scaldarsi un
po'. Però però … La Regione Abruzzo, si sa , da tempo non riesce a
tutelare i nostri produttori vitivinicoli impedendo con adeguate normative
che la denominazione 'MONTEPULCIANO D'ABRUZZO' possa essere
utilizzata anche per vini imbottigliati fuori regione, sempre di pessima
qualità e che di territorio Abruzzo non ne hanno mai visto.
Ma ritrovarsi sulla panca umida della 52' sagra della polenta a bere un
Montepulciano d'Abruzzo imbottigliato a PASTRENGO, dall'etichetta
e dal nome peraltro ingannatore ricordando il sole un famoso vino di
Frescobaldi e il nome un altro famoso vino toscano, con una esagerata
acidità che stride con la gustosissima polenta, ha il sapore amaro della
delusione.

Ci vuole una rivoluzione culturale per impedire che le risorse locali siano
utilizzate per la distribuzione e la promozione, soprattutto negli
avvenimenti locali nati per valorizzare il prodotto tipico, delle
autentiche produzioni locali anziché prodotti spacciati per abruzzesi ma
che in realta' nascono in altre zone e sono realizzati con materia
prima e manodopera non certo locali?
Una situazione che penalizza fortemente gli imprenditori agricoli,
soprattutto nell'attuale momento di crisi in cui si e' alla
ricerca di azioni e risorse per il rilancio dell'economia e della
crescita occupazionale.
Pertanto se un plauso va ai valorosi volontari della pro loco che hanno
fatto l'impossibile per rendere accogliente e piacevole la sagra anche
con un tempo avverso, dall'altro auspico che si sia trattato di
disattenzione o retaggio di abitudini da consegnare al passato, servire un
vino così lontano dal nostro territorio. Un autentico colpo al cuore, che
spero non sarà più ripetuto, a Pettorano come in altre sagre o anche nei
locali che fanno della tipicità elemento di caratterizzazione, dimostrando
una nuova sensibilità culturale dei nostri operatori.
Anna Berghella


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